domenica 9 maggio 2010

Lo sbarco dei nuovi garibaldini per salvare l'Italia

Lo sbarco. Come quello dei Mille. Ma stavolta ad approdare a Genova, la sera del 26 di giugno, dopo una notte e un giorno di viaggio in mare, saranno un gruppo di italiani all’estero (che s’annuncia folto), imbarcati a Barcellona per raggiunger le natie sponde. Imbarcati su una nave di linea, centocinquantanni dopo la traversata di Garibaldi, per protestare contro “l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario” che strangola l’Italia. Sono mesi che stanno preparando l’impresa: tutto è nato da un gruppo di italiani a Barcellona che qualcosa volevano fare (“seriamente preoccupati per ciò che avviene in Italia”), e dilagata con il passa-parola: ora ci sono gruppi organizzati a Bruxelles, a Parigi, anche ad Atene, e gente che aderisce dalle lontane Galapagos come da Cagliari, o Roma, o Milano, per preparare al loro arrivo a Genova (domenica 27 giugno) una giornata di iniziative e spettacoli e manifestazioni, che si concluderà la sera con un concerto al Porto Vecchio.Hanno scritto un “manifesto” i nostri italiani all’estero, che vanno leggendo per sagre e paesi, in giro per l’Europa: persino dal sagrato della chiesa a Sant Just, per la festa di Sant Jordi… Utilizzano Facebook per condividere le macchine, da Valencia piuttosto che da Bruxelles, che li devono portare a Barcellona dove salpa la “nave dei diritti”. E intanto organizzano rassegne cinematografiche per finanziarsi. Sarà la “nave dei diritti”, che “ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio” (dal “manifesto” de “Lo sbarco”, www.losbarco.org).Insomma: arrivano i nostri! E non stupiamoci troppo se su internet ha aperto una pagina anche “la prima ONG africana che porta aiuti umanitari all'Italia”, “Poveri voi”, il cui scopo dichiarato è “trovare una soluzione al disagio sociale diffuso tra i giovani italiani, che sta portando l'interno popolo del paese a una progressiva e drammatica disumanizzazione”. E il presidente e fondatore, Ronald Samako, per “ridare al triste popolo italiano un sorriso per il futuro”, propone anche adozioni a distanza.
(da www.globalist.it)

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1 commento:

il monticiano ha detto...

Ciao Silvia,nel leggere questo tuo post mi sono quasi commosso. Finalmente una bellissima notizia: gli italiani si destano?
Non ne ero a conoscenza ma spero che l'avvenimento si divulghi in fretta.
Grazie Silvia e buon lavoro.