martedì 23 febbraio 2010

LA RAI HA PERSO LA TREBISONDA

"Zitti zitti, quatti quatti", alla Rai hanno deciso di far fuori un altro pezzo di "servizio pubblico": la tv dei bambini. Non rende abbastanza. Non ha "i numeri", quelli dell'Auditel. Dopo l'estate, semplicemente, "svanirà" da Raitre... E chi se ne importa se trasmissioni come "La Melevisione" e "Trebisonda" e anche il "Tg dei ragazzi" sono considerate di eccellenza nel panorama europeo. Alla denuncia la Rai ha replicato: non si cancella, si manda sul digitale terrestre. Ovvero, una programmazione affogata tra altri 21 canali per bambini e ragazzi - tra digitali e satellitari - zeppi di cartoon affastellati. Ma se sotto ci fosse dell'altro?
Ne ho scritto per "ilsalvagente.it", vi propongo l'articolo:



La Rai ha messo una pietra tombale sulla vicenda “tv dei ragazzi”: “Non chiude”. Anzi, di meglio e di più: “Con il digitale terrestre - dice - ci saranno nuovi investimenti e un'offerta più mirata e organica, proprio avvalendosi delle esperienze e delle professionalità costruite in questi anni”.

Ma si sa come sono fatti i ragazzi: quando parli di pietre tombali pensano subito agli zombi che ne escono fuori; e loro - i ragazzi - si divertono un sacco. E partono a caccia di amici mostri...

Stiamo ai fatti. La produzione Rai si impoverisce di giorno in giorno (anche l'offerta, ma questo è un altro discorso). L'abolizione d'ufficio degli spazi dedicati ai bambini sui canali generalisti è solo l'ultimo atto che sancisce, se non altro, un po' di cose: che alla tv pubblica non interessano gli under 14 (cattivi consumatori?); che i direttori di rete non contano più niente; che i canali generalisti della Rai che vediamo, dal mattino alla sera, non sono prodotti dalla Rai. Che ci volete fare se i ragazzi vedono strane ombre staccarsi dai muri, allungando gli artigli sulla loro tv...

Quanti anni sono che la vecchia scuola dei dirigenti Rai grida “al lupo, al lupo” perché vede scivolare fuori dai palazzi della tv pubblica, una dopo l'altra, le produzioni di fiction, talk show, varietà, intrattenimento? Inascoltati: ormai di “contenuti autoprodotti” alla tv pubblica sono rimasti solo quelli per i bambini e poco d'altro. La “nuova scuola” appalta. Tutto.

La fiction non è più da molto tempo quella degli sceneggiati Rai: ora ci sono “Don Matteo” e “Pinocchio” prodotti dalla Lux Vide di Bernabei, “Un posto al sole” prodotto dalla Grundy e “Montalbano” della Palomar di Carlo degli Esposti. I grandi produttori non sono molti e fanno la parte del leone, lavorando in modo assolutamente trasversale su Rai, Mediaset, la 7 e Sky.

Uno dei più “grossi” è Endemol. Nel 2007, anno in cui la società è stata acquistata al 75% da Berlusconi, produceva 735 ore di programmi per la Rai. E continua a produrle: “Affari tuoi”, “La prova del cuoco”, “Tutti pazzi per la tele”, “Il treno dei desideri”, “La fattoria”, “Un posto al sole”. Ma anche “Che tempo che fa” e “L'era glaciale”, per citare un po' di titoli. Paradossi televisivi. Alla guida di Endemol ci sono Paolo e Marco Bassetti (il marito di Stefania Craxi, con la quale aveva iniziato l'avventura di produzione televisiva). Né le polemiche sul “conflitto di interessi” del padrone di Mediaset trasformato in produttore Rai hanno scalfito i rapporti tra la società di produzione e la tv pubblica.

Non c'è recesso di produzione in cui non si affacci l'appalto. Varietà. Intrattenimento. Quiz. Fiction. Soap opera. Persino i talk show... Resta giusto l'informazione e i bambini... I bambini...

La Grundy Italia (quella di “X factor”, per intederci) si è già lanciata con successo nella produzione per bambini. Il suo “Quelli dell'intervallo”, mandato in onda inizialmente da Disney Channel (2005), poi da Raidue (2007), poi da Italia 1 (2009), è un successo internazionale, adattato in diversi Paesi. Ora di nuovo su Disney Channel sta andando in onda un'altra serie interessante, “Chiamatemi Giò”, che la Grundy produce insieme... a Rai fiction. Toh! La Rai – stando a quanto si legge sui siti specializzati – si presenta come co-produttore per un'altra tv?

Tornano nelle orecchie quelle parole del comunicato di viale Mazzini: la Rai farà “nuovi investimenti e un'offerta più mirata e organica”. Che significa? Tutto e niente. Chi la studierà l'offerta “mirata e organica” se l' attuale responsabile della tv per bambini, Mussi Bollini, di abbandonare i piccoli telespettatori della tv generalista sembra non ne abbia davvero nessuna voglia? Chi la scriverà questa “nuova tv” se gli autori di “Trebisonda” e della “Melevisione” non ne sanno niente? E allora non c'è molto di strano a pensare che negli Studi Rai di Torino, dove si produce la tv per ragazzi, si possa affacciare uno zombie. L'appaltatore.

5 commenti:

Ernest ha detto...

di pubblico nella rai non c'è rimasto quasi più niente ormai!

la Volpe ha detto...

la domanda è: ma con che cosa pensano di sostituire questi programmi "non redditizi"? con le repliche dell'ispettore derrick? e il servizio pubblico?

Luz ha detto...

Ho letto con molto interesse il tuo articolo, anche se ormai le mie "bambine" sono trentenni. E non faccio come molta gente che se non ha un interesse personale per una vicenda, alza le spalle e passa oltre. Credo che tutto sia di nostra competenza e tutto vada passato al microscopio perché siamo arrivati al punto che tra un po' ci impediranno pure di respirare (è di questa sera il servizio del Tg1 in cui si afferma che persino i film dove c'è qualcuno che fuma sono diseducativi!). Ora "un po' per celia e un po' per non morir" mi chiedo se oltre agli interessi privati in pubblica tv, non sarà che questi ragazzini davvero la tv dei ragazzi non la vedono più perché tanto sono rimbecilliti da ore e ore di Grande Fratello, Amici, L'isola dei famosi, gli sms e via di seguito, anche se sono ancora dei nani di 8 anni?

Silvia Garambois ha detto...

Cara Luz, sì: temo anch'io che la concorrenza delle risse e delle urla - all'ora in cui i bambini vengono parcheggiati davanti alla tv - "educhi" al peggio. Come dice Ernest, ormai il pubblico vale solo come spettatore di spot...
Con che sostituirlo? Ma Volpe! Ci sono tante girl in giro per la Rai!!!
Ciao a tutti

Anonimo ha detto...

Cosa si può fare?? E' un programma educativo con una donna garbata come la Cercato a condurlo... Deve rimanere in onda