venerdì 23 aprile 2010

Star bene al lavoro

Stress da lavoro correlato. Un po' complicato come nome, ma si capisce benissimo di che si tratta: quando non ce la si fa più, del capo a cui non va bene niente, dei ritmi senza sosta, della concentrazione infinita, della ripetitività, ma anche della carriera che non va avanti, del precariato... Ci si ammala, di stress. Tecnicamente infatti lo stress da lavoro-correlato è una situazione di prolungata tensione che può ridurre l'efficienza sul lavoro e determinare un cattivo stato di salute. Vittime principali, le donne e i precari. E secondo la Fondazione europea per la formazione, ci si ammalano in tanti: il 22% dei lavoratori nell'Unione europea (4milioni e mezzo in Italia) ne soffre, il che significa un costo di 20 miliardi nella Ue per spese sanitarie e lavoro perso, visto che secondo l'indagine della Fondazione la maggior parte di assenze per malattia sarebbe legata proprio ai fattori di disagio psicologico sul lavoro.

La buona notizia è che dal prossimo agosto scatta anche per le aziende italiane l'obbligo di valutare il rischio-stress all'interno delle procedure sulla sicurezza sul lavoro (la normativa fa parte del “Testo unico” firmato nel 2008 da Prodi): ci sono parametri già predisposti a livello europeo, alle quali le aziende si devono attenere. E ci sono multe per chi non rispetta questo obbligo.
Sono passati due anni, solo due anni, da quando sulla Gazzetta Ufficiale è apparso quel testo che dettava le regole per la salute sui luoghi di lavoro, con in calce la lunga lista di firme dei ministri: e sembra un'altra storia...
La litania di licenziamenti, casse integrazioni, vessazioni sui luoghi di lavoro (suicidi, anche) è diventata questa la storia quotidiana di oggi; una situazione su cui il Governo non interviene, che non governa. E pensare che non dovrebbe neppure “far notizia” che un paese normale tuteli il lavoro e la salute dei lavoratori: invece, quando arriva una notizia così, che tira il freno alle aziende obbligandole a considerare anche la salute psicologica dei propri lavoratori, si ha quasi un sussulto. E una perfida domanda: ma quando hanno dato alle fiamme tutte quelle leggi, di questa non se ne erano accorti?

(da www.radioarticolo1.it)


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